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Nel caso della malattia Parkinson può risultare cruciale un intervento ai primi stadi della malattia, e dunque una diagnosi precoce. Ne parliamo insieme alla dott.ssa Graziella Madeo, neurologa presso Brain&Care.

Cos’è la Malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa che riguarda non solo le funzioni motorie, ma anche quelle vegetative, comportamentali e cognitive. È una malattia debilitante che causa serie difficoltà nella vita del paziente e della sua famiglia.

 

Ma come si sviluppa il Parkinson?

Il Parkinson si manifesta quando la produzione di dopamina nel cervello cala consistentemente a causa della morte dei neuroni in un’area cerebrale che si chiama sostanza nera. Quando compaiono i primi sintomi motori la perdita dei neuroni è già del 60%.

 

Come si riconoscono i sintomi?

Movimenti lenti, rigidità, tremore a riposo  e perdita di equilibrio sono i principali sintomi  motori della malattia di Parkinson, e spesso si presentano in modo asimmetrico, colpendo maggiormente un lato del corpo rispetto all’altro. Tuttavia, i sintomi non riguardano soltanto il movimento, ma includono anche sintomi non motori che possono presentarsi anche anni prima della diagnosi. Fra i più diffusi e frequenti abbiamo la depressione, l’ansia, i disturbi del sonno, la stipsi, l’iposmia (riduzione dell’olfatto) e l’ipotensione ortostatica. Importante è anche la presenza di dolore muscolare e a carico delle grandi articolazioni. La comparsa dei sintomi non motori contribuisce largamente a compromettere la “qualità di vita” (sia fisica sia sociale) dei pazienti, peggiorandola. Tra i fattori di maggiore impatto sulla qualità della vita sono la depressione, i disturbi del sonno e la sensazione di ridotta indipendenza.

 

L’importanza di una diagnosi precoce

Spesso non siamo in grado di leggere alcuni segnali che, se interpretati correttamente, potrebbero darci indicazioni sull’insorgenza di un disturbo, permettendoci di agire tempestivamente. Nel caso del Parkinson, i sintomi non motori rappresentano un importante campanello d’allarme il cui riconoscimento potrebbe aiutare a diagnosticare precocemente la malattia e ad intervenire tempestivamente con una terapia mirata. Tra questi sintomi riconosciamo l’iposmia (la riduzione dell’olfatto), la depressione, il dolore nelle grandi articolazioni, ipotensione ortostatica e soprattutto il disturbo comportamentale in sonno REM (Rapid eye movement Behavioural Disorder, RBD), caratterizzato da comportamenti anche violenti durante il sonno, quali urlare, scalciare, tirare pugni. L’RBD rappresenta, al momento, il marcatore predittivo più importante della malattia di Parkinson: circa il 60% dei pazienti con disturbo comportamentale in sonno REM, infatti, sviluppa la malattia di Parkinson entro 10-12 anni.

 

Come trattare la malattia

Una corretta diagnosi della malattia fin dall’esordio permette di intervenire tempestivamente con terapie utili per minimizzare i sintomi, rallentarne la progressione e poter agire sui fattori modificabili. Tra questi, ad esempio, lo stile di vita del paziente. 

È bene dire che ad oggi non esistono farmaci in grado di prevenire o curare questa malattia. I trattamenti, attualmente disponibili, sia di tipo farmacologico sia di tipo chirurgico, consentono il miglioramento soprattutto dei sintomi motori. Tuttavia, con il progredire della malattia il trattamento farmacologico può perdere di efficacia e associarsi alla comparsa di effetti avversi. 

Il trattamento della malattia di Parkinson richiede un approccio interdisciplinare in grado di intervenire su tutti gli aspetti modificabili della vita quotidiana per consentire un miglioramento globale della qualità di vita dei pazienti. La stimolazione transcranica ripetitiva (rTMS) è un trattamento medico non-invasivo che consente di agire sia su alcuni aspetti motori della malattia sia su quelli non motori, come ansia, depressione e dolore che solitamente non rispondono alla terapia farmacologica. 

Noi di Brain&Care applichiamo il trattamento mediante rTMS, soluzione non farmacologica e non-invasiva, in abbinamento ad interventi quali la correzione dello stile di vita, il supporto psicologico (se serve, anche per i familiari) e, se necessario, la modulazione del trattamento farmacologico.

L’obiettivo di Brain&Care è di prenderci cura in toto dei nostri pazienti, della loro qualità della vita e di quella dei loro familiari.

Scoprite di più sulle applicazioni e i risultati di questa terapia innovativa e sulle altre frontiere della salute mentale e cerebrale, visitando il nostro sito.