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performance mentale

Solitamente una visita medica prevede la misurazione di alcuni parametri quali: temperatura, altezza, pressione, ecc. Tutto questo si svolge in assoluta routine e non si pensa al fatto che queste misurazioni possano svolgere un ruolo molto importante per lo sviluppo dell’assistenza sanitaria contemporanea. Oggi siamo abituati a smartphone che registrano la posizione e prevedono la destinazione, all’MRI che cattura immagini dall’interno del nostro corpo, ad orologi e dispositivi indossabili che misurano le frequenze cardiache, a programmi del sonno ecc. Tale realtà non era neppur immaginabile 25 anni fa.

Ma esistono misurazioni efficienti per lo sviluppo delle scienze comportamentali?

L’unico processo di misurazione riconosciuto ed utilizzato dai diversi professionisti della salute mentale sino a poco fa erano i manuali, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), e la Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei relativi problemi di salute (ICD-10). Ma puntando a far crescere i sistemi di misurazione specifici per ogni disturbo, si potrà migliorare la capacità di pianificazione dei singoli trattamenti.

I servizi di telepsichiatria stanno sempre più prendendo spazio nel mercato, con circa più di 6 milioni entro il 2025. Ad esempio una società di Alphabet sta sviluppando strumenti volti a raccogliere dati sanitari, attraverso la creazione di sensori miniaturizzati, come le lenti a contatto intelligenti. Mindstrong, si è imbattuta nella ricerca di applicazioni in grado di identificare il singolo fenotipo digitale in modo da creare indicatori di salute e malattia in tempo reale. Headspace ha lanciato una filiale, Headspace Healt con l’obiettivo di creare app di meditazione, su prescrizione sia di pazienti che di medici. L’efficacia di tale app è stata dimostrata scientificamente su un campione di malati di cancro e sui loro caregiver, entrambi hanno riportato minori livelli di ansia, angoscia e migliore qualità del sonno.

Ancora, Woebot, eroga una terapia cognitiva comportamentale ai giovani adulti con sintomi di depressione e ansia utilizzando un agente conversazionale (chatbot) completamente automatizzato. La sua efficacia è stata dimostrata in una sperimentazione in cieco con 70 persone di età compresa tra i 18 e i 28 anni, confermando il ruolo degli agenti conversazionali per erogare CBT. Più recentemente Happify e Sanofi hanno annunciato una partnership per ottenere l’approvazione normativa per la loro app di meditazione e consapevolezza rivolta a pazienti con SM.

In conclusione, le terapie digitali oggi restano associate ad un forte isolamento e lasciano ampio spazio di discussione sul ruolo che dovrà svolgere il clinico nel rapporto con il paziente. Queste non vogliono affatto sostituirsi alla relazione ma rappresentano una parte del puzzle che mira alla salute del paziente.  Quindi, la misurazione non si limiterà agli studi medici, ai colloqui di valutazione o all’autoidentificazione degli stati di malattia ma attraverso l’uso di marcatori più incisivi, i professionisti potranno monitorare il trattamento, non solo su opinioni, ma sulla base di strumenti validi. In modo da aumentare l’accesso al recupero e l’affiancamento dei pazienti dopo la dimissione dai programmi tradizionali.

https://www.healthxl.com/blog/digital-mental-health-targeting-the-epicenter

https://www.icaad.com/blog/the-future-of-addiction-treatment