Al Congresso Nazionale su Salute Mentale e Neuroscienze, la Prof.ssa Viviana Versace, Neurologa presso il Dipartimento di Neuroriabilitazione dell’Ospedale di Vipiteno, ha approfondito gli effetti neurologici cronici associati al Long-COVID, evidenziando i sintomi persistenti che affliggono molti pazienti dopo infezioni virali come il COVID-19.

Questi sintomi possono includere un affaticamento intenso e debilitante, noto come fatigue, che rappresenta una delle manifestazioni più comuni della sindrome post-COVID. La fatigue è un disturbo complesso che colpisce non solo il corpo ma anche il sistema nervoso centrale, rendendolo un tema di crescente interesse nella ricerca neurologica e neuropsicologica. In questo ambito, la TMS (Stimolazione Magnetica Transcranica) si afferma come una tecnica essenziale per studiare e comprendere le alterazioni neurologiche legate alla fatigue post-virale, offrendo nuove prospettive per la diagnosi e il trattamento di questa condizione.

Che cos’è la Fatigue?

La fatigue è caratterizzata da una perdita della capacità di produrre forza volontaria durante l’attività fisica e può essere suddivisa in due tipi principali:

  • Fatigue centrale: riguarda la difficoltà del sistema nervoso centrale (corteccia motoria e motoneuroni spinali) di attivare i muscoli in modo efficace.
  • Fatigue periferica: si riferisce al declino nella trasmissione neuromuscolare e al deterioramento delle capacità muscolari a seguito dello sforzo fisico.

Questo fenomeno è un meccanismo fisiologico importante, che regola il livello di attività e la necessità di riposo per evitare danni muscolari e sovraccarichi. Tuttavia, diventa patologico quando si manifesta in modo sproporzionato rispetto all’impegno fisico o persiste anche a riposo, come avviene nella Sindrome da Fatigue Cronica o nella sindrome post-COVID.

Fatigue o Fatigability?

A differenza della fatigue, che è la sensazione di affaticamento o stanchezza, la fatigability si riferisce alla capacità di un individuo di resistere o gestire questa fatica durante l’esercizio o un compito specifico. In altre parole, la fatigability è una misura della sensibilità o della risposta individuale alla fatica.

La Fatigue Post-COVID: Un Problema Emergente

Con l’arrivo della pandemia di COVID-19, sono emerse numerose complicazioni neurologiche, sia acute che croniche. La Prof.ssa Viviana Versace, ha descritto in dettaglio le conseguenze neurologiche del COVID-19, evidenziando il problema della fatigue persistente.

“Il COVID-19 ha lasciato una serie di possibili conseguenze neurologiche acute, come malattie neuromuscolari, encefaliti, stroke o anche croniche. Le conseguenze croniche, che durano più di dodici settimane, sono caratterizzate da una costellazione di sintomi quali percezione di esagerato affaticamento, respiro corto, disturbi dell’umore, disturbi del sonno, senso di ottundimento cerebrale, confusione, e rallentamento. Questi sintomi sono riuniti sotto la definizione di Post Covid-19 Syndrome o Long Covid, e, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno colpito quasi il 10% dei pazienti infettati da COVID-19. La maggior parte di questi recupera in settimane o mesi, ma alcuni casi mostrano una cronicizzazione della cosiddetta Fatigue Syndrome.”

Questa forma di fatigue è diversa da quella causata da altre malattie infettive, poiché ha un impatto prolungato e coinvolge non solo la componente fisica ma anche quella cognitiva ed emotiva.

Il Contributo della TMS nella Comprensione della Fatigue

La TMS è una tecnica non invasiva che permette di studiare l’attività corticale e misurare l’eccitabilità del sistema nervoso centrale. Questo strumento è particolarmente utile per monitorare le alterazioni osservate nei pazienti con fatigue post-COVID.

“La maggior parte dei pazienti con Long-COVID mostra un rallentamento delle risposte motorie e un senso di affaticamento che persiste nel tempo, portando a una compromissione significativa della qualità di vita,” ha aggiunto la Prof.ssa Versace.

I Risultati degli Studi con TMS

La TMS ha permesso di rilevare che nei pazienti con long-COVID la risposta corticale è compromessa. La ricerca ha mostrato una riduzione delle oscillazioni nelle bande beta e gamma durante la stimolazione della corteccia motoria primaria. Questi cambiamenti sono un chiaro indicativo di un ipereccitabilità neuronale, che può spiegare la sensazione di stanchezza e affaticamento persistente.  

Come Misurare la Fatigue nei Sistemi Motori

Oltre alla TMS, tecniche come l’EEG (elettroencefalogramma), il MEG (magnetoencefalografia) e l’EMG (elettromiografia) sono utilizzate per monitorare l’attivazione e la trasmissione nervosa durante lo stato di fatigue. Questi strumenti forniscono dati preziosi per una diagnosi accurata e per sviluppare interventi terapeutici più mirati.

Conclusioni

La fatigue post-COVID è un problema significativo che colpisce una parte considerevole dei pazienti, causando un impatto negativo sulla loro qualità di vita. La stimolazione magnetica transcranica (TMS) si è dimostrata uno strumento efficace nello studio e nella comprensione dei meccanismi sottostanti alla fatigue post-virale. Le alterazioni dell’eccitabilità corticale e delle oscillazioni neuronali, come evidenziato nei pazienti con Long-COVID, offrono spunti cruciali per sviluppare approcci terapeutici che possano migliorare la vita dei pazienti affetti da questa condizione.

Il Congresso della Brain&Care Research Foundation ha messo in evidenza la necessità di comprendere meglio tematiche come la fatigue e la fatigability, specialmente in relazione al Long-COVID. È essenziale investire nella ricerca scientifica, promuovere misure preventive e favorire la collaborazione internazionale per affrontare in modo efficace le conseguenze di questa condizione, al fine di migliorare la qualità della vita dei pazienti.