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La consapevolezza sui danni dell’alcol è spesso parziale, e molto spesso influenzata dall’accettazione generale della nostra società di questa sostanza. L’alcol è una sostanza stupefacente e, in quanto tale, ha degli effetti negativi sulla nostra salute. Spesso ci si limita a considerare solamente gli effetti dell’alcol sul fegato, sottovalutando i suoi effetti sul nostro sistema nervoso. Questo sarà il tema centrale del nostro approfondimento, in conclusione del quale proporremo un’analisi dei più recenti approcci terapeutici all’abuso di alcol. In questo approfondimento ci soffermeremo sui seguenti punti:

Che cos’è l’alcol?

L’alcol è una sostanza organica derivata dalla fermentazione di alcuni ceppi batterici e lieviti. L’alcol contenuto nelle bevande è noto come etanolo, ed è l’unico tipo di alcol che il nostro organismo riesce a consumare. Si tratta di una molecola piccola, che viene assorbita facilmente e rapidamente dall’organismo. Quando si beve a stomaco vuoto, l’assorbimento dell’alcool è più rapido. Subito dopo il consumo, le molecole di alcol sono trasportate velocemente in tutto l’organismo attraverso il sistema circolatorio ed entrano a contatto diretto con le cellule di quasi tutti gli organi. Il fegato è il principale organo incaricato di metabolizzare l’alcool, e insieme al cervello è l’organo che più risente degli effetti dannosi dell’alcool. Le quantità di alcol che vengono metabolizzate dall’organismo variano da 60 a 200 mg/kg/ora. Questo significa che un soggetto di 70 kg può metabolizzare circa 7 grammi di alcol ogni ora. A questo proposito bisogna ricordare che una unità di alcol (una birra da 330ml; un bicchiere di vino da 125 ml; un cocktail alcolico da 40-50ml) contengono 12 grammi di alcol. 

Una buona parte del flusso ematico raggiunge costantemente il nostro cervello per garantirne il corretto funzionamento. Quindi, in caso di assunzione di alcolici una buona parte di etanolo, che è una molecola sia idrosolubile che liposolubile, raggiunge il cervello.  

effetti dell'alcol sul cervello

Effetti dell’alcol sul cervello

A livello del Sistema Nervoso Centrale l’alcol può avere effetti sia eccitatori che inibitori sui circuiti neuronali. L’azione principale svolta dall’alcol a livello cerebrale è comunque quella di deprimere l’attività sinaptica tra neuroni, mostrando effetti simili a quelli di altri sedativi, come i barbiturici e le benzodiazepine.

L’alcol interferisce con il funzionamento di due importanti recettori neuronali: i recettori per il GABA (acido gamma-aminobutirrico) e quelli per il glutammato. Questi neurotrasmettitori sono responsabili della maggior parte dell’attività cerebrale inibitoria (GABA) ed eccitatoria (glutammato). L’alcol agisce proprio su questi meccanismi, aumentando l’attività inibitoria dei recettori GABA e riducendo l’attività eccitatoria del glutammato.

Se da una parte l’aumento dell’attività del GABA produce gli effetti sedativi dell’alcol; dall’altra la soppressione dell’attività del glutammato, anche a dosi molto basse, ha un effetto specifico sulla formazione dei ricordi e sulle funzioni esecutive, come i processi decisionali, di problem solving e di memoria di lavoro. Quest’azione in particolare è responsabile dei deficit di memoria e delle difficoltà di ragionamento tipiche dello stato di ebrezza.

Perchè l’alcol dà dipendenza

Nonostante il consumo di alcolici sia socialmente accettato per un fattore culturale, non bisogna dimenticare che l’alcol, quindi l’etanolo, è una sostanza a tutti gli effetti stupefacente con effetti sul sistema nervoso centrale sia a breve che a lungo termine. L’assunzione cronica di alcol può produrre unna dipendenza sia su base fisica che psichica.

Agendo sul sistema GABAergico, l’alcol provoca anche un incremento della dopamina nei centri cerebrali della gratificazione e della ricompensa che sono alla base dello sviluppo della dipendenza.

Inoltre, il metabolismo dell’alcol produce delle sostanze intermedie, le tetraidroisochinoline o TIQ, che sono molto simili alle sostanze intermedie prodotte dal metabolismo degli oppiacei (alcaloidi Benzilisochinolinici del Papaver somniferum). Le sostanze intermedie morfino-simili possono ulteriormente stimolare il circuito cerebrale della gratificazione e rafforzare l’effetto dell’alcol alla base dei meccanismi di dipendenza. Questo è uno dei meccanismi che portano allo sviluppo del craving, ossia il desiderio incoercibile di consumare l’alcool.

Accanto a questi effetti, l’azione dell’alcol sul sistema glutammatergico compromette il corretto funzionamento delle aree frontali che hanno il compito di regolare i nostri processi decisionali e di consapevolezza.

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Danni dell’alcol al cervello sul lungo termine

L’alcol è essenzialmente una tossina che, soprattutto quando assunta in quantità eccessive, può causare danni anche irreversibili all’organismo. Il consumo eccessivo di alcol anche solo per 5 o più giorni in un mese può portare a danni a lungo termine e parzialmente reversibili a carico del sistema nervoso centrale e degli altri organi. Un recente studio, infatti, ha dimostrato come nei bevitori abituali siano necessarie sei settimane dall’ultimo consumo per avviare la rimodulazione dei danni prodotti dall’alcol. Nonostante il periodo di astensione, alcuni danni provocati dall’alcol sono quindi irreversibili. 

L’entità dell’effetto che l’alcol ha sul cervello e sul corpo dipende da una serie di fattori, tra cui:

  • Quantità e frequenza del consumo di alcol;
  • Età in cui si inizia a bere alcolici e per quanto tempo
  • Età attuale e stato di salute generale, sesso e predisposizione genetica dell’individuo
  • Storia familiare di abuso di sostanze

L’alcol è spesso descritto come un “depressore” del sistema nervoso centrale perché rallenta i segnali inviati tra i neuroni. Inoltre, alcuni processi cerebrali automatici controllati dal cervelletto e dalla corteccia cerebrale sono alterati o rallentati (ad esempio la respirazione, l’equilibrio, l’elaborazione di nuove informazioni). Il consumo eccessivo di alcol può alterare il linguaggio, che diventa confuso, rallentamento globale dei movimenti con allungamento dei tempi di reazione. 

Con l’assunzione cronica di alcol, si verificano dei cambiamenti irreversibili a strutture cerebrali importanti per la memoria, come l’ippocampo. Infatti, l’etanolo e il suo metabolita acetaldeide hanno una azione tossica sulle cellule nervose che progressivamente vanno incontro ad un processo di morte cellulare. La perdita delle cellule nervose dell’ippocampo è responsabile dei cosiddetti “black-out”, con perdita di memoria a breve termine. I ripetuti blackout, un chiaro segno di consumo eccessivo, possono causare danni permanenti che impediscono al cervello di conservare nuovi ricordi. Ad esempio, un individuo può essere in grado di ricordare eventi passati con perfetta chiarezza ma non ricordare di aver avuto la conversazione poche ore dopo.

Il consumo eccessivo di alcol, infatti, è un fattore responsabile dell’insorgenza di alcune patologie neuronali croniche. Come la sindrome di Wernicke-Korsakoff, causata dalla carenza di tiamina e grave deficit di alcuni micronutrienti di cui l’alcol è responsabile: si tratta di una forma insolita di demenza che provoca deficit mnesici e cognitivi. 

Ma sono molteplici le condizioni per cui il consumo eccessivo di alcol è un fattore di rischio: gli studi clinici evidenziano una maggiore incidenza di epilessia ed encefalopatia epatica in pazienti colpiti da cirrosi epatica. Inoltre, l’assunzione intensa di alcol è associata alla demenza vascolare, per il ruolo dell’alcol in condizioni come l’ipertensione, l’ictus cerebrale, la fibrillazione atriale e lo scompenso cardiaco.

TMS come terapia per l’abuso di alcol

Le dipendenze agiscono secondo schemi che presentano delle similitudini.  Chi sviluppa una dipendenza è costantemente impegnato nella ricerca e nel consumo compulsivi della sostanza nonostante gli effetti dannosi e le conseguenze negative che derivano da essi.

La dipendenza da alcol, al pari delle altre dipendenze da sostanze di abuso, si associa ad alterazioni della funzione dei centri cerebrali della gratificazione e del piacere. In particolare, si assiste ad una ridotta attività delle aree frontali, che sono importanti per le nostre capacità decisionali e per inibire quei comportamenti che possono essere dannosi, e a modifiche a carico del sistema limbico, che è importante per la percezione delle emozioni e dei bisogni interni. 

Per agire su queste modificazioni dell’attività cerebrale causate dall’alcol, oggi, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) è uno strumento valido ed efficace che permette di contrastare la dipendenza, riducendo il craving e il consumo di alcol. Per approfondire come funziona la TMS, leggi la nostra pagina dedicata.

Presso le cliniche Brain&Care, a Milano, Torino e Rimini, stiamo costruendo il futuro del benessere mentale e neuropsicologico. Se l’alcol è un problema per te e o per una persona a te vicina, contattaci per richiedere maggiori informazioni sui nostri percorsi terapeutici, o semplicemente per raccontarci la tua storia.